5 cose che ho imparato sulla convivenza

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Prove di convivenza : 5 cose che ho imparato negli ultimi tre mesi

5 cose che ho imparato dalla convivenzaDa alcuni mesi ho iniziato una nuova avventura che mi coinvolge personalmente: ho cambiato città (ve ne avevo parlato qui) e da poco ho tagliato il traguardo dei primi tre mesi di convivenza con il mio compagno; non starò qui a dirvi quanto sia totalmente irrazionale prendere una decisione come quella di andare a convivere dopo neanche un mese di frequentazione, ma è andata così: fondamentalmente io e il mio Lui siamo troppo pigri per affrontare una relazione a distanza Catania/Roma. Certo c’è Skype, il cuore che batte a mille ogni volta che ti ritrovi in aeroporto e quella carta d’imbarco sembra essere il Santo Graal, ma no grazie; a 20 anni forse si, a 30 non ce la posso fare.

Torniamo a noi e vediamo quali sono le 5 cose che ho imparato dalla convivenza:

  1. Casa piccola = no spazio = no disordine = risparmio -> nessun ripostiglio o stanze dove accumulare/nascondere tutte quelle cose che sembrano non trovare un posto fisso -> di conseguenza ogni acquisto per la casa viene ponderato a lungo, semplicemente perchè non esiste un posto per la sua collocazione -> il che comporta un significativo risparmio da Ikea, Leroy Merlin, Dalani e via dicendo.

Una casa piccola necessita di più attenzioni che un appartamento grande: ho imparato che paradossalmente il bivani dove vivo e convivo ora, necessita di una quantità tale di servizi e pulizie che mi chiedo come sia possibile che l’appartamento dei miei genitori (dove ho vissuto negli ultimi 29 anni) non si sia trasformato in una di quelle case della serie Real Time “Io e la mia Ossessione: Accumulatori seriali”.

Se con grandi sforzi riesco a tenere in ordine un bivani con terrazza, come potrei mai vivere in una casa di 8 vani con 5 persone al suo interno che sporcano, mangiano, mangiano e sporcano 24 ore su 24?

2. L’uomo Desperate Housewife e l’importanza della lavastoviglie  -> convivere con un uomo che vanta una case history sentimentale variopinta, segnata da precedenti convivenze, significa avere a che fare con una specie di Desperate Housewife in perenne sindrome premestruale: prendersi cura della lavastoviglie ad esempio, non è mai stata una mia priorità, ma per il mio compagno quel malefico elletrodomestico è come un figlio. La controlla più volte al giorno, il brillantante è come il mascara per noi donne – non deve mancare mai – e sopratutto mi ritrovo a dover interagire con un caso vivente di A Beautiful Mind: Lui riesce ad incastrare e posizionare tutte le stoviglie che neanche il campione mondiale di Tetris, a differenza mia che ancora oggi faccio fatica ad inserire due padelle e le tazzine del caffè.

3. Il telecomando -> a differenza delle mie precedenti relazioni, il mio Lui nutre un profondo disgusto per la televisione spazzatura, per i reality show, per Maria de Filippi, per RTL 102.5, per il canale Real Time, e non plus ultra detesta le Serie Tv e Netflix. Questo comporta un vero e proprio conflitto domestico, che spesso può sfociare in una vera e propria catastrofe, capita anche a voi? L’ultima volta che abbiamo provato a scegliere un film da vedere insieme abbiamo concluso la serata guardando Nudi e Crudi su DMax.

5 cose sulla convivenza (4)

4. La perdita di capelli e la condivisione del bagno -> se c’è una cosa in cui noi donne siamo campionesse olimpioniche è sicuramente la capacità di disseminare capelli ovunque, qualsiasi stagione dell’anno. Cosa che ovviamente innervosisce il mio lui, e poco importa se prometto di non lasciare più capelli in giro per casa, loro sono ovunque, specialmente in bagno. Ma cosa succede quando il tuo concubino ha una barba hipster simil Bin Laden? Il bagno è come la terra di mezzo, è quel posto dove chiuderti ed imprecare ogni volta che litighi, è quel porto sicuro dove puoi rifugiarti quando convivi e non puoi neanche andare dalla tua migliore amica a sfogarti, considerato che vive a 800km da casa tua.

5. La Domenica, gli amici e la squadra del cuore -> non avendo mai avuto una grande fede calcistica, nè tantomeno alcun interesse per il calcio in generale, convivere con un uomo che associa la parola Capitano a Francesco Totti, anzichè ai bastoncini Findus – rappresenta per me una situazione del tutto nuova: gli amici a casa ad ogni partita, repentini cambi d’umore causati dal cambio di allenatore, svegliarti la Domenica mattina con la voce di Spalletti in tv in conferenza stampa.

5 cose sulla convivenza (6)

Avevamo detto 5 cose che ho imparato sulla convivenza, ma devo aggiungere un ultimo punto, il più importante:

6. La convivenza rappresenta uno step fondamentale di una relazione:

consente di conoscere a fondo pregi e difetti del partner e della nostra personalità, è una prova o forse un esperimento che alcune volte va bene, altre volte invece tocca ricominciare; perchè se è vero che l’innamoramento è una fase con un inizio ed una fine (la dura verità) quando questo sfuma rischiamo di svegliarci in un brutto incubo.

La convivenza è un test iniziale che pone le basi per un rapporto solido, duraturo, un rapporto che faccia buon viso a cattivo gioco, perchè i problemi e le ansie non mancano mai.

Ed infine ciò che ho imparato in questi tre mesi di convivenza è che ci vuole equilibrio, che ciascun elemento della coppia deve fare la sua parte, che ci si sceglie ogni giorno nelle giornate di sole e in quelle in cui vorresti mandare tutto e tutti su Marte; che bisogna ascoltare, confrontarsi, dialogare, e alla fine di ogni litigio fare sempre pace. Sono così pigra che non ho alcuna energia da dedicare a litigi, trovare un compromesso per riappacificarsi in tempi brevi è una valida soluzione per vivere meglio un rapporto di coppia,  non trovate?

5 cose sulla convivenza (5)Eco pelliccia e vestito: JiJil – Occhiali da sole: Gufo – Stivali: Marni vintage

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Siciliana di origine Polacca, si trasferisce a Roma nel 2016. Web Content Writer, Storyteller : scrive di lifestyle & viaggi, fotografa molto, la valigia sempre pronta. Calzedonia OceanGirls nel 2014, ha il pallino della moda, in fondo nessuno è perfetto.

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